Monumenti Aperti festeggia 30 anni: nuove aperture e grandi ritorni per l’edizione 2026

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Sabato 18 e domenica 19 aprile in città un fine settimana all’insegna della riscoperta del patrimonio culturale: Cagliari festeggia l’edizione XXX di Monumenti Aperti con grandi novità e siti inediti che arricchiscono un programma già vastissimo.

Ha preso il via da Cagliari la trentesima edizione di Monumenti Aperti, che nel 2026 celebra uno dei traguardi più significativi della manifestazione nata proprio nel capoluogo sardo e diventata negli anni un appuntamento di rilievo nazionale. Dell’edizione di quest’anno si è parlato in questo speciale insieme a Massimiliano Messina, presidente di Imago Mundi e tra i fondatori del progetto, Simona Campus, direttrice del MUACC, ed Ettore Carta del Conservatorio di musica di Cagliari.

Le novità dell’edizione 2026 riguardano innanzitutto i luoghi visitabili. Tra le aperture più attese spicca il Padiglione del Sale, nell’area del Parco Nervi, la torre campanaria della Cattedrale, che offrirà uno dei punti panoramici più suggestivi della città, e la possibilità di visitare Villa Devoto, sede istituzionale della Regione Sardegna, e il Polo Musicale, con il Teatro Carmen Melis e i laboratori del Parco della Musica.

Accanto alle novità, tornano spazi molto amati come il Teatro Lirico e il Teatro Massimo, mentre rientrano nel programma anche l’Auditorium di Piazzetta Dettori, oggi intitolato a Sergio Atzeni, il cineteatro Sant’Eulalia e diversi siti storici e ambientali, compresi i fortini militari del Parco di Molentargius.

I numeri raccontano bene la crescita dell’evento, sostenuto da un modello partecipativo supportato negli anni dal grande contributo delle scuole e degli studenti, diventati il cuore della manifestazione. Un’intuizione che ha trasformato la visita ai monumenti in un’esperienza collettiva di cittadinanza attiva: nel 2025 Cagliari ha sfiorato le 80mila presenze, mentre a livello regionale e nazionale si sono superate le 240mila partecipazioni, con circa 21mila volontari coinvolti. Per il 2026, solo a Cagliari, sono stati mobilitati 54 istituti scolastici superiori e oltre 5mila volontari e volontarie.

Tra gli elementi distintivi dell’edizione 2026 la scelta di affidare l’immagine ufficiale della manifestazione a un’opera d’arte contemporanea di Maria Jole Serreli, esposta al MUACC. Una decisione che vuole segnare il passaggio tra l’eredità di questi trent’anni e uno sguardo rivolto al futuro, sottolineando i temi della cura del patrimonio, delle connessioni tra generazioni e del senso di comunità. Spazio importante anche alla musica, da sempre parte integrante della manifestazione. Il Conservatorio di Cagliari partecipa con circa 20 concerti in 11 sedi differenti, con proposte che passano dal repertorio classico alla contemporaneità tra auditorium, chiese, sale istituzionali e altri spazi cittadini, confermando la volontà di portare la cultura fuori dai luoghi tradizionali. Non mancano inoltre iniziative dedicate all’accessibilità e all’inclusione, riunite sotto il titolo “Una città per tutti“, con percorsi e collaborazioni che puntano a rendere il patrimonio sempre più fruibile senza barriere.

info e programma / monumentiaperti.com

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