Giuseppe Carta, presidente e fondatore di “Mesu” è l’ospite della nuova puntata di “Un caffè a Radio X”: con lui abbiamo parlato di questa associazione nata a Cagliari che unisce ecologia urbana, agricoltura, ciclabilità, divulgazione e relazioni di vicinato.
«Abbiamo deciso di aprire uno spazio che ospitasse eventi, attività e corsi dedicati all’ecologia urbana e soprattutto a promuovere un cambiamento negli stili di vita, ma anche nella qualità della vita». Mesu, spiega Carta, nasce formalmente nel 2022, ma prende realmente forza nel 2023 con l’apertura di uno spazio fisico nel quartiere di Villanova, nei locali dell’ex Dottor Ampex. Un progetto ibrido, che prova a tradurre l’ecologia in pratiche concrete, all’interno del quale convivono attività associative e attività commerciali: una bottega di prossimità che vende frutta e verdura, piante, libri, saponi e prodotti biologici, ma anche uno spazio dedicato a presentazioni di libri, corsi di botanica, passeggiate urbane, orticoltura naturale, riparazione di biciclette e promozione della ciclabilità e di stili di vita sostenibili, ma che vuole essere soprattutto un luogo di incontro quotidiano.
Geografo urbano cagliaritano, Giuseppe Carta ha vissuto e lavorato per quasi vent’anni tra Bologna, Olanda, Bristol e L’Aquila, occupandosi di pluralismo religioso e islamofobia. L’esperienza all’estero, soprattutto nel Regno Unito, ha contribuito a formare la sua visione dell’ecologia come rete di relazioni tra umani e non umani: «Ci interessano le interconnessioni nella loro complessità e ci interessa soprattutto cercare di superare la logica del dominio di una specie sull’altra».



L’idea di fondo è che la città contenga già spazi inutilizzati o sottoutilizzati che potrebbero diventare luoghi di relazione e produzione condivisa: «Questo processo è ancora limitato perché non è ancora troppo grande il distacco dalla campagna, e permane un’immagine della modernità legata a traffico, centri commerciali e consumo. Se c’è una cosa che Mesu vuole fare è biddizzare la città».
Anche il tema della bicicletta viene affrontato come questione culturale oltre che infrastrutturale. Mesu ospita infatti una ciclofficina che recupera vecchie biciclette e le rimette in strada, ma promuove anche corsi di riparazione e riflessioni sulla mobilità urbana: «Questa parte del progetto la cura il mio socio John Sims. Lui è di Los Angeles, ha studiato filosofia morale, se non sbaglio nello Utah, e lì ha conosciuto una quartese che viveva a Salt Lake City da tanti anni. Poi hanno deciso di spostarsi in Europa, prima a Monaco di Baviera, e lì ha vissuto una decina d’anni facendo il ciclomeccanico. Poi nel periodo del Covid, che è un periodo chiave per molti di noi, anche per me, hanno deciso di spostarsi a Cagliari, sono rimasti intrappolati qua, poi ci siamo conosciuti, avevamo degli intenti comuni. […] Molte persone vorrebbero andare in bicicletta e non ci vanno perché effettivamente è pericoloso a causa della frammentazione e della scarsa qualità delle piste cittadine».
Negli ultimi mesi il collettivo ha inoltre ottenuto la gestione del Laboratorio di Ecologia Urbana del Comune di Cagliari, con sede alla MEM, dove organizza diverse attività gratuite. Tra queste il “BioBlitz” a Tuvixeddu, una passeggiata collettiva dedicata al monitoraggio delle specie vegetali e animali presenti nell’area.
In chiusura una critica esplicita a quello che Carta definisce il “capitalismo green” e a una certa retorica della sostenibilità: «L’ecologia che facciamo noi cerca di essere lontana da quel tipo di ecologia. Mi auguro che i cagliaritani non si spaventino più troppo di avere le scarpe sporche di fango, ma che imparino a rilassarsi e a divertirsi anche con l’agricoltura, con la botanica, con il giardinaggio, con lo stare all’aria aperta: meno centri commerciali, più relazioni di vicinato, faccia a faccia».
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