Guerra e ambiente, moda sostenibile e botanica urbana sono i tre filoni della terza edizione della rassegna organizzata da Rebel Terra, con incontri, libri, musica e laboratori per bambini.
«La soluzione non è allargare le braccia, ma muoverle e attivarsi per fare qualcosa». È questo l’invito che attraversa la terza edizione di A che ora è la fine del mondo?, il festival dedicato all’emergenza climatica e ambientale che torna a Cagliari sabato 17 e domenica 18 ottobre con due giornate di incontri, riflessioni e momenti di condivisione. Ospite di Sergio Benoni a Un caffè a Radio X, Carola Farci ha raccontato la filosofia di una manifestazione nata per affrontare temi complessi attraverso un approccio leggero e ironico, senza però perdere di vista l’urgenza di agire: «La verità è che i nostri cervelli, secondo me, in qualche modo si rifiutano di sviscerare il tema per davvero. E allora parlarne in maniera leggera, scanzonata, ridendoci un po’ sopra. Un’occasione per fare i conti con un’emergenza sempre più evidente, anche alla luce dell’estate appena trascorsa, e per trasformare la preoccupazione in consapevolezza e partecipazione.»
Organizzata dall’associazione Rebelterra insieme a Terra Atra e alla libreria La Giraffa, l’edizione 2026 del festival sarà ospitata negli spazi del polo bibliotecario di via Falzarego 35, e sarà incentrata su tre grandi temi: il rapporto tra guerra, potere e ambiente; la moda sostenibile, per capire cosa si nasconde dietro la fast fashion e scoprire alternative basate su creatività e consumo consapevole; natura, orti e autoproduzione per tornare alla terra e riscoprire saperi, pratiche e forme di autonomia. Tra gli appuntamenti, la presentazione del libro Guerra e clima della giornalista d’inchiesta Stefania Divertito e l’incontro con Paola Imperatore, ricercatrice dell’Università di Pisa e autrice di Territori in lotta, dedicato alle mobilitazioni e ai conflitti legati alla gestione del territorio. Sul tema moda e sostenibilità, gli studenti dello IED presenteranno le proprie sperimentazioni con fibre organiche, mentre i Murr, coppia di stilisti ed esperti di stile conosciuta a livello europeo, racconteranno come coniugare glamour e attenzione all’ambiente. Il terzo tema, quello della botanica e del contributo delle piante alla vivibilità delle città, insieme alle pratiche di autoproduzione e alle scelte alimentari, vedrà protagonisti Riccardo Rizzetto, dottore forestale molto seguito sui social, e i divulgatori del Bosco di Ogigia, impegnati a raccontare come modificare le proprie abitudini quotidiane in direzione di una maggiore sostenibilità.
Al centro della manifestazione anche una riflessione sulla necessità di non fermarsi ai piccoli sacrifici quotidiani: «Ci ammazziamo in mille sacrifici individuali, rinunciamo alla cannuccia nel cocktail e poi una bomba che esplode emette nell’atmosfera tonnellate di CO2: è importante affrontare anche le responsabilità collettive e pretendere cambiamenti concreti. Un ragionamento che vale anche per il mondo della moda, dove il consumo compulsivo e il fast fashion hanno conseguenze ambientali e sociali pesanti. Non abbiamo bisogno di avere sette armadi pieni di calzini o di giacche».
La riflessione, però, non si esaurisce negli incontri: il festival guarda anche all’azione sul territorio: per il 31 ottobre è prevista infatti una nuova iniziativa di riqualificazione ambientale in via Castelli: un modo per ricordare che la cura dell’ambiente può cominciare anche da un marciapiede o da uno spazio pubblico abbandonato. Tra gli aspetti di rilievo dell’edizione 2026 ci sono anche l’accessibilità e l’attenzione alle famiglie: gli incontri saranno interamente sottotitolati per favorire la partecipazione delle persone sorde, con gli spazi accessibili anche a chi ha difficoltà di deambulazione. In parallelo agli appuntamenti per gli adulti sono previsti laboratori dedicati ai bambini, che potranno partecipare a percorsi di gioco e apprendimento.
info / rebelterra.it/festival
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