Sardinia Queer Film Expo, all’EXMA un documentario sulla lesbofobia e le discriminazioni di genere: «La libertà parte da noi stesse»

usn lesbofobia

Un caffè a Radio X: Emanuela Falqui di Liberas presenta “Lesbofobia”, il documentario che anticipa la 24esima edizione del Sardinia Queer Film Expo.

Appuntamento all’Exma martedì 27 ottobre (ore 19) con la regista e la produttrice.

Emanuela Falqui, rappresentante dell’associazione Liberas, è l’ospite di Sergio Benoni in questa puntata di Un caffè a Radio X per parlare di tematiche di genere e della proiezione del documentario “Lesbofòbia. Un documental i deu respostes” della regista e attrice Inés Tarradellas, in programma all’EXMA, organizzato in collaborazione con ARC, che anticipa la 24esima edizione del Sardinia Queer Film Expo, in calendario a Cagliari dal 10 al 14 novembre. Un appuntamento a cui prenderanno parte la regista e la produttrice, all’interno del quale sarà presentato lo sportello online LGBT di Liberas e lo sportello Ci Siamo di ARC.

Nato inizialmente come video destinato ai social, Lesbofobia si è trasformato in un cortometraggio documentario corale, costruito attraverso le testimonianze di dieci donne lesbiche che raccontano le discriminazioni vissute nella quotidianità, dai mezzi pubblici al luogo di lavoro, fino agli ambienti ospedalieri, mostrando quanto la lesbofobia possa manifestarsi anche nelle situazioni più ordinarie: «Si parla anche di come la lesbofobia è un fenomeno legato alla cultura fortemente patriarcale che in qualche modo vede come unica possibilità l’eterosessualità obbligatoria, quindi l’eteronormatività, e invisibilizza anche tutto ciò che riguarda l’affettività e la sessualità delle donne lesbiche. Per noi è un documento molto importante, prima di tutto per la generosità delle testimonianze, poi per il fatto che ha comunque un carattere intersezionale, che per noi è molto importante anche per rendere visibili tutta una serie di discriminazioni, e anche perché è una storia che ci riguarda».

L’iniziativa cinematografica si inserisce nel lavoro quotidiano di Liberas, associazione femminista e transfemminista che gestisce a Pirri un centro antiviolenza e un punto informativo a Cagliari: il centro accoglie donne che vogliono intraprendere un percorso di fuoriuscita dalla violenza maschile, ma offre supporto anche a donne lesbiche e bisessuali e a persone trans e non binarie che vivono situazioni di violenza. Attivo dal 2024, il centro ha accolto in un anno più di cento persone: «Sono dei numeri allarmanti, certo, considerando anche che è un fenomeno abbastanza sommerso ancora. In media in Italia il 10,5% delle donne denuncia, quindi è una percentuale molto bassa in realtà. Però noi sappiamo anche che la libertà parte da noi stesse, non soltanto quando una denuncia arriva dentro il tribunale. Sappiamo che molto spesso la giustizia non passa attraverso i processi. Quindi è importante prima di tutto fare un lavoro su di noi».

Spazio anche a una riflessione sull’evoluzione della sensibilità pubblica verso i temi di genere e i diritti LGBTQIA+, soprattutto da parte delle nuove generazioni: «Con Liberas abbiamo appena finito una formazione di tre giorni per operatrici e per attiviste, proprio sulla violenza maschile sulle donne, ma anche per quanto riguarda le soggettività LGBT, e abbiamo avuto una bella partecipazione di persone molto giovani. Questo è anche un segnale del crescente interesse delle nuove generazioni per questioni che richiedono consapevolezza, strumenti di lettura e capacità di riconoscere le discriminazioni.»

info / usnexpo.it / associazioneliberas.org

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