Cronache e personaggi degli anni ’60 in città: Antonello Deidda torna in libreria con “Casteddusicsti”

Dall’omicidio di Mammaranca a Giacomino il mago, dal ’68 di Boninsegna all’ultimo lampione a gas della città, dai dischi volanti a Reginato, il portiere volante, sino alla tragedia di quei due amanti clandestini che erano soliti incontrarsi in un casotto di Monte Urpinu, allora luogo di coppie… e di guardoni.

Negli studi del Radio X Social Club è venuto a trovarci il giornalista Antonello Deidda, autore di “Casteddusicsti“, volume edito da La Zattera che racconta la fine degli anni ’60 in città, in un ironico mix tra cronaca e slang cagliaritano, quello dell’epoca dei soggetti e degli allegroni, dei capelloni e dei matusa che sarà presentato giovedì 14 novembre (ore 18) a Palazzo Siotto: un periodo in cui il capoluogo passa in poco tempo da vecchio borgo amichevole e ingenuo, in cui tutti si danno del tu, a città moderna e proiettata al futuro.

«Quella che descrivo io è una Cagliari che non esiste più, tra l’Italia del boom e gli anni ’70, quelli del terrorismo, della droga. Un periodo in cui tutto cambia. Quattro anni che ho voluto rivisitare attraverso una serie di storie prese dalle cronache dell’epoca e che ci danno l’immagine di una città molto diversa da oggi: l’ultimo capitolo del libro, ad esempio, è legato a un fatto che accade il 31 dicembre del 1969, quando buttano giù l’ultimo lampione a gas. Una sorta di rito di passaggio agli anni ’70. Cronaca nera, cronaca giudiziaria, cronaca rosa.»

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