Massimo Palmas a Extralive: «Per i grandi eventi è un anno sabbatico. Senza aiuti tante realtà destinate a scomparire»

«Ne riparleremo l’anno prossimo. Per i grandi eventi sarà un “anno sabbatico”. Il vero cancro del comparto italiano è una burocrazia opprimente. Senza quel freno svilupperemmo delle energie che oggi non sospettiamo di avere.»

Quello dello spettacolo e dei grandi eventi è uno dei comparti che più di altri continuerà soffrire le restrizioni dovute alla gestione della pandemia di Covid-19: ne abbiamo parlato a Extralive mattina con Massimo Palmas, direttore artistico di Jazz in Sardegna. Quale sarà l’impatto di questa crisi sull’industria dello spettacolo, e quali idee potrebbero aiutare la ripresa? «La nota più dolente per noi oggi è l’annullamento dei concerti di Mika e di quello di Ben Harper, previsto per il prossimo agosto, con 4000 biglietti già venduti. Annunceremo a giorni il riposizionamento di questi eventi per il 2021. Cerchiamo di portarci avanti. A livello nazionale oggi ci sono 4.500.000 di biglietti venduti per spettacoli che saranno inevitabilmente annullati. Gli effetti di questa situazione possono essere devastanti, ma possono essere contenuti. L’importante è essere molto realistici: la musica dal vivo si chiama così perché prevede un’interazione tra pubblico e artisti. Non ha senso cercare dei surrogati, come quello dei drive-in che sono nati per pomiciare con la scusa del cinema. Sarebbe invece opportuno creare delle normative chiare, univoche e valide su tutto il territorio, che ci proteggano. Questa crisi va vissuta con intelligenza, e quello che faremo dopo va costruito con intelligenza, soprattutto dalla pubblica amministrazione: anche perché con il proibizionismo e con troppe regole non credo che resisteremo a lungo…»

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