«Quello che noi dobbiamo iniziare a pensare non è tanto quante persone oggi usino la bicicletta a Cagliari, ma quante persone potrebbero farlo se noi le mettessimo in condizione di farlo». Luca Carboni, rappresentante dell’associazione Mesu, è l’ospite di questa puntata di Un caffè a Radio X, intervistato da Sergio Benoni per un approfondimento sulla mobilità e la qualità dello spazio urbano a poche ore dall’assemblea “Bike Pride Cagliari“, una serata dedicata al confronto pubblico sui temi della mobilità alternativa in programma dalle 18 alle 21 negli spazi dell’EXMA.
Attiva dal 2022, Mesu si occupa di ecologia urbana, diritto alla città e mobilità, mettendo insieme competenze diverse, dall’architettura alle scienze sociali, dal design alla geografia urbana. Ma l’associazione rivendica soprattutto un approccio partecipativo: «Noi pensiamo anche che la forma della città non debba necessariamente essere affidata agli specialisti. In realtà tutti siamo cittadini, tutti siamo uguali, ognuno con le proprie necessità e bisogni. Al centro dell’incontro di questa sera ci sarà proprio la possibilità di costruire un percorso condiviso sulla ciclabilità a Cagliari, con l’obiettivo di arrivare alla realizzazione di una manifestazione Bike Pride nella primavera del 2027.» Non si tratta, nelle intenzioni di Mesu, soltanto di parlare con chi già utilizza quotidianamente la bicicletta, ma di coinvolgere anche chi vorrebbe farlo e oggi non si sente nelle condizioni di poter scegliere questo mezzo: «Questo percorso parte da un problema: molto spesso si tende nel discorso pubblico a invisibilizzare le persone che usano la bicicletta, ma ancora di più quelle che vorrebbero farlo ma per qualche ragione ancora non lo fanno. Quindi noi vogliamo aprire uno spazio di confronto per permettere proprio a tutte queste persone di confrontarsi, di dirci perché non lo fanno, di dirci di cosa hanno bisogno, quali sarebbero i loro desideri».
Il tema fondamentale è quello della possibilità di scegliere: una città che vuole incentivare la mobilità ciclabile deve mettere le persone nelle condizioni di poterlo fare senza che la sicurezza diventi un ostacolo: «La bicicletta è il miglior alleato possibile, fra i tanti che ci sono, per ridurre il traffico, ridurre la congestione, ridurre la mancanza di parcheggi, ridurre gli incidenti, migliorare la salute pubblica e anche l’umore delle persone». Una prospettiva che porta inevitabilmente a ragionare non sulla singola pista ciclabile, ma sull’intero sistema della mobilità urbana.
Secondo Mesu, uno dei problemi è proprio il modo in cui vengono progettate le infrastrutture, oggi troppo legate ai finanziamenti disponibili rispetto ai bisogni della città: «La prima cosa in assoluto che andrebbe fatta è ascoltare i bisogni. Partire da “abbiamo questi soldi, realizziamo questa infrastruttura, tracciamo una linea che va da qui a lì, poi magari si interrompe a metà” è un approccio che non porta a niente». A questo si aggiungono la manutenzione delle strade e delle piste ciclabili, la presenza di ostacoli e parcheggi impropri e, più in generale, la necessità di rendere realmente utilizzabili le infrastrutture esistenti.
C’è poi un tema culturale, legato alla sicurezza percepita e ai comportamenti sulla strada: «Serve coraggio da parte dell’amministrazione, ma serve anche evitare che il peso della scelta ricada sui singoli cittadini: Serve coraggio anche per andare in bicicletta a Cagliari. Ed è quello che noi ci rendiamo conto che manca. Non possiamo aspettarci che tutte le persone che vogliamo mettere in condizione di scegliere abbiano necessariamente il coraggio di doversi spostare in bicicletta se sentono che le condizioni non sono sicure». Da qui l’esigenza di infrastrutture adeguate, ma anche di un ambiente urbano nel quale la bicicletta possa essere considerata una modalità ordinaria di spostamento.
Tra i temi affrontati anche quello del bike sharing: «È quello che consente alle persone semplicemente di provare e di vedere come funziona». Anche in questo caso, il punto di partenza è la possibilità di scelta: non soltanto per chi è già ciclista, ma per chi potrebbe diventarlo se trovasse condizioni più favorevoli.
L’assemblea di questa sera nasce dunque con l’idea di raccogliere esperienze, problemi e proposte direttamente dalla cittadinanza: «In questo momento a noi interessa ascoltare più il parere dei cittadini. Gli assessori sono benvenuti se vogliono venire e ascoltare ma non sono il destinatario principale di questo primo appuntamento». L’appuntamento con Bike Pride Cagliari è questa sera, dalle 18 alle 21, nel piazzale dell’EXMA. Un primo passo verso un percorso partecipato e aperto a chi già usa la bicicletta, a chi vorrebbe farlo e a chi semplicemente vuole capire meglio quali trasformazioni potrebbero rendere Cagliari una città più accessibile e vivibile.
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