«Il surf è uno stato mentale, è un modo di vivere: è un percorso che ti porta a connetterti con la natura e che ti fa star bene». È da qui che parte il racconto di Marco Pistidda, ospite di Ilene Steingut nella prima puntata del 2026 di “Un caffè a Radio X”: maestro di surf e fondatore della Bonga Surf School a Porto Ferro, vicino ad Alghero, ci ha raccontato come ha trasformato la sua passione in una professione e in uno strumento terapeutico: «l’8 maggio del 1999 ho preso la mia prima onda nella baia dove sono nato e cresciuto come surfista, ed è una data che rimarrà per sempre nella mia memoria. Il surf è la mia più grande passione, è la mia vita» ma non si tratta solo di sport: «È un momento che ti porta a connetterti con la natura, ti rigenera, ti risveglia la parte più bella di te, la vera essenza». Una grande passione da cui dodici anni fa è nata una scuola di surf: «Mi spostavo per tutto il nord Sardegna con un furgoncino, le tavole, l’attrezzatura, e davo appuntamento agli allievi nelle varie spiagge, a seconda di dove c’erano le onde».
La surf therapy: “quando entrano in acqua succede qualcosa di magico”
Uno degli aspetti più interessanti del progetto è l’utilizzo del surf in ambito terapeutico: «Io lo chiamo il liquido magico», racconta Pistidda parlando del mare: «Quando i bambini varcano la soglia dalla battigia e si immergono nell’acqua, sembra che accada qualcosa di magico: fragilità, pensieri, preoccupazioni vanno via, non esistono più ostacoli». La surf therapy oggi viene utilizzata anche con persone con Parkinson e soprattutto con bambini e ragazzi con neurodivergenze che arrivano dalle scuole, dalle famiglie, ma anche da progetti finanziati dalla Regione, dal Comune o dall’Unione Europea: «In questo periodo seguiamo l’autismo e altri modi diversi di utilizzare la nostra mente. Questo risulta proprio una terapia per loro». Il lavoro è svolto in collaborazione con professionisti: «Siamo seguiti da neuropsichiatrie infantili, psicologi, e all’interno del team abbiamo una terapista comportamentale che segue tutto il percorso».
Destagionalizzazione e futuro del surf in Sardegna
Secondo Pistidda, il settore è in crescita: «Prima era uno sport stagionale, ora si sta destagionalizzando: anche autunno e inverno sono stagioni affascinanti, più intime». Un cambiamento favorito dal clima e anche dal valore complessivo delle esperienze che è possibile vivere nell’isola: «Il nostro inverno non è troppo rigido, questo permette di praticare sport outdoor tutto l’anno. Le persone non sono attirate solo dallo sport, ma da tutto il resto: storia, cultura, integrità del luogo».
Uno dei messaggi più forti dell’intervista riguarda l’accessibilità: «Il surf è per tutti, per tutte, perché ognuno lo approccia con la propria fisicità e attitudine. E non ci sono limiti d’età. Ci sono persone che si affacciano al surf a 60, 65, 70 anni, e la reazione è sempre la stessa: occhi brillanti e sorrisi». In chiusura un consiglio ai giovani che si avvicinano al surf oggi: «Godersi il mare dall’aspetto spirituale, non focalizzarsi solo sull’aspetto fisico o tecnico».
info / bongasurfschool.it
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