Poetto, la voce dei residenti tra criticità e soluzioni: «Turismo, ambiente e vivibilità, serve un nuovo equilibrio» :: Un caffè a Radio X

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Il Poetto, oggi è uno dei luoghi più vissuti e desiderati dell’area metropolitana di Cagliari, è uno dei quartieri che negli ultimi decenni è stato fortemente trasformato da interventi infrastrutturali, da una crescente vocazione turistica e da una fruizione sempre più ampia durante tutto l’anno. Un’evoluzione che ha portato benefici evidenti ma anche nuove criticità: pressione ambientale, cambiamento della natura residenziale, equilibrio sempre più fragile tra chi ci vive e chi lo frequenta.

Di queste dinamiche abbiamo discusso in questa puntata di Un caffè a Radio X, in cui Ilene Steingut ha incontrato Gianfranco Cocco, presidente dell’associazione dei residenti “Progetto Poetto”, per riflettere su trasformazioni, problemi e prospettive di uno dei quartieri simbolo della città: «Inizialmente era un quartiere effettivamente semi-abbandonato. Anche in estate i servizi erano praticamente inesistenti. L’intervento infrastrutturale realizzato sul lungomare ha agevolato molto questo cambiamento ed è stato particolarmente positivo». Oggi, infatti, il quartiere è diventato uno spazio vissuto quotidianamente, attraversato da famiglie, sportivi, turisti: «Si sentono i bambini giocare, le famiglie chiacchierare… mentre prima si vedeva un viavai di auto, addirittura di autobus».

Ma ogni trasformazione porta con sé un prezzo: «Essendo più fruibile per tutta la collettività diventa un polo di attrazione particolarmente significativo e quindi questo comporta anche rischi evidenti dal punto di vista ambientale», sottolinea Cocco. Il Poetto, ricorda, è «un compendio naturalistico molto importante ma molto fragile, e oggi più che mai esposto a una pressione continua. Anche la sua identità sta cambiando: il quartiere è radicalmente cambiato… accentuando una fase ricettiva, cioè legata ai B&B, alberghi, piuttosto che una residenziale».

In questo contesto si inserisce l’attività di Progetto Poetto, un’associazione nata oltre dieci anni fa e oggi formalmente riconosciuta, che riunisce residenti con un obiettivo chiaro: prendersi cura del quartiere: «Siamo un gruppo di residenti che vuole occuparsi del proprio quartiere. È un’organizzazione apolitica, apartitica; ci occupiamo di tutto ciò che può interessare i cittadini: strade, sicurezza, rifiuti, trasporti, rumore». Il dialogo con le istituzioni, racconta, esiste ed è continuo, ma non sempre produce risultati concreti: «C’è ascolto da parte dell’amministrazione pubblica, però le risposte non sempre sono all’altezza delle aspettative. Le difficoltà derivano spesso da equilibri complessi e da problemi strutturali che rallentano l’attuazione delle soluzioni.» Tra le idee messe sul tavolo dall’associazione, una nuova organizzazione per la raccolta dei rifiuti dei chioschi, pensata per ridurre l’impatto visivo e ambientale sul lungomare: «Abbiamo fatto delle proposte finalizzate a rendere meno impattante anche per l’occhio… evitando questa teoria di mega cassonetti». E ancora, interventi sul trasporto pubblico: «Abbiamo proposto semplicemente che la linea 3… prosegua fino alla chiesa. Si tratta di due chilometri».

Il nodo centrale resta però quello della gestione complessiva del quartiere: «Non si può continuare a gestire questo quartiere come trent’anni fa. Serve una visione nuova, capace di tenere insieme esigenze diverse, ovvero quelle di residenti, turisti, attività economiche, senza compromettere l’equilibrio ambientale. E, soprattutto, serve far rispettare le regole: gli strumenti per disciplinare questi aspetti ci sono. Solo che spessissimo non vengono rispettati. Se non si salvaguarda l’aspetto ambientale è molto difficile che le future generazioni possano beneficiare di questo compendio».

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