Dal rapporto tra corpo e mondo alle ferite lasciate dagli incendi, dalle guerre alle migrazioni, fino al diritto stesso di respirare: sono questi alcuni dei temi al centro della sesta edizione delle “Giornate del Respiro“, festival organizzato da Sardegna Teatro in programma tra gli spazi dell’Exma e Sa Manifattura dal 3 al 14 giugno. Ne abbiamo parlato ai microfoni di Radio X con la curatrice Giulia Muroni, ospite di Sergio Benoni: «Un festival nato nel 2021, all’indomani della pandemia, quando il respiro è diventato improvvisamente qualcosa di cui tutti hanno dovuto prendere coscienza. Tutto il mondo nello stesso momento simultaneamente si è trovato a riflettere su qualcosa dato per scontato, cioè il respiro. Il Covid ci ha messo di fronte al fatto che quel respiro così necessario però potesse essere anche patologico», spiega. «Tutti quanti con le mascherine abbiamo abitato degli spazi sempre percependoci in un regime di pericolosità, sentendo questa possibilità di relazione come qualcosa di potenzialmente nocivo».
Le radici del festival affondano nella storia del territorio di Fluminimaggiore, dove la questione del respiro è legata alla memoria delle miniere e della silicosi: «Il festival è nato a Fluminimaggiore, un contesto che ha conosciuto le malattie del respiro ormai da molto tempo, perché conosceva la silicosi. Le questioni legate al respiro sono connaturate in una maniera molto stretta con delle ragioni politiche, perché chi si ammalava di silicosi erano le persone che lavoravano nelle miniere». Un percorso da cui è nato un ragionamento che intreccia salute, lavoro, urbanistica e trasformazioni sociali, facendo del respiro una chiave di lettura della contemporaneità.
L’edizione 2026, che si sviluppa tra Sa Manifattura e l’Exma, all’interno del nuovo progetto di gestione condivisa che coinvolge Sardegna Teatro, Spazio Danza, Radio X e altri partner culturali cittadini, prevede un fitto calendario che intreccia teatro, danza, musica, cinema e arti visive. Tra gli appuntamenti, incontri dedicati alle politiche culturali partecipative, proiezioni curate in collaborazione con MUBI, la prima nazionale di Gathering della coreografa palestinese Samar Haddad King, installazioni e performance internazionali come Memory of Birds dell’artista libanese Tania El Khoury. In cartellone trovano spazio anche il teatro di ricerca, le performance urbane, gli interventi di Tea Hacic-Vlahovic e Sara Leghissa, oltre al lavoro di Niccolò Fettarappa. A chiudere la manifestazione il doppio concerto acustico di Iosonouncane, all’ExMA il 13 e 14 giugno, uno degli appuntamenti più attesi dell’edizione, che conferma la vocazione del festival a mettere in dialogo linguaggi artistici differenti e questioni politiche e sociali del presente.
info e programma / giornatedelrespiro.it
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