Tra dolci, arte e fotografia: un caffè a Radio X con Francesco Pruneddu: “Non mi interessa fare il guru del cibo sano: cerco la bellezza”

“È una soddisfazione estetica quella che cerco. Non mi interessa tanto divulgare la ricetta senza lattosio o senza glutine: il mio lavoro non va in quella direzione”.

Francesco Pruneddu, food creator da oltre 250.000 follower su Instagram, è uno di quei casi rari in cui stile, contenuto e identità si fondono in una visione coerente e riconoscibile. Ospite di Giuseppe Murru a “Un caffè a Radio X”, ha raccontato come, partendo da un approccio da autodidatta, sia riuscito a trasformare il proprio gusto per la fotografia, la cucina e la storia dell’arte in un progetto di successo.

“Tutto è cominciato con i dolci, volutamente. Mi sono esercitato prima nella fotografia, poi nella tecnica, e dopo un po’ ho visto che la cosa funzionava. All’inizio non avevo né l’attrezzatura né l’esperienza, ma lo studio della storia dell’arte mi ha aiutato tantissimo. Aver assimilato certe immagini e certe atmosfere, soprattutto della pittura fiamminga e olandese, con quei fondi scuri e i dettagli curatissimi, mi ha permesso di riprodurle nelle mie fotografie. È quella l’estetica che ho inseguito fin dall’inizio, e che continua a guidarmi”.

I dolci, tutti realizzati da lui, non sono solo soggetti fotografici, ma strumenti per raccontare qualcosa che va oltre la ricetta: “Preparo tutto io, a casa. All’inizio qualcuno pensava che fotografassi dolci fatti da altri, poi con l’arrivo dei video ho deciso di mostrare anche la preparazione: così nessuno può dubitare che siano miei. Mi sono letteralmente trasferito in una stanza che ormai è diventata il mio studio, ed è lì che lavoro ai contenuti”.

Alla base del suo lavoro c’è un interesse crescente per la pasticceria antica e per le sue trasformazioni nel tempo: “A un certo punto la mia attenzione si è spostata sullo studio dei dolci storici, ed è lì che tutto ha preso una direzione più precisa. Da questa ricerca è nato anche un libro, frutto di studio estetico e storico: mi interessava capire come certe ricette si sono evolute, riscoprire stampi antichi, riportare alla luce forme e dettagli dimenticati. La modernità ci ha abituati a una preparazione sbrigativa dei dolci, mentre io provo a restituire quell’atmosfera che oggi si è un po’ persa”. Una visione, la sua, che ha attirato l’attenzione anche fuori dal mondo del cibo: “Di recente mi ha contattato un marchio svedese di abiti maschili, interamente in lino. All’inizio non ero entusiasta, poi ho capito che si sposavano benissimo con il mood dei miei contenuti, così ho accettato. È stata una bella sorpresa”.

Sullo sfondo, inevitabilmente, c’è il tema della comunicazione legata al cibo, sempre in bilico tra racconto autentico e promozione: “Anche nel nostro campo le cosiddette ADV sono una realtà. Mi capita di fare delle sponsorizzazioni, ma non centro tutto su quello. C’è chi lo fa con più frequenza, ma io preferisco non essere identificato come il blogger che promuove prodotti: dipende sempre dalla coerenza con quello che faccio”. E guardando avanti, il futuro di Francesco sembra orientato sempre più verso la condivisione di conoscenze ed esperienze: “Da qualche anno organizzo workshop fotografici con una collega danese. Ne facciamo uno o due all’anno, perché richiedono tanto lavoro e organizzazione, ma stiamo lavorando per aumentare le occasioni. È bello poter trasferire quello che ho imparato, che siano suggerimenti tecnici, pratici o anche solo ispirazionali. La formazione è una delle direzioni più importanti che vorrei seguire nei prossimi anni”.

ASCOLTA L’INTERVISTA