«Ci siamo chiesti: metti che a un certo punto non potessimo più fare gli spettacoli che vogliamo, ma fossimo costretti a fare uno spettacolo di destra. Che spettacolo faremmo?».
È da questa domanda – provocatoria, teatrale e profondamente politica – che prende vita “Uno spettacolo italiano”, la nuova creazione di Nicolò Fettarappa e Nicola Borghesi. In questi giorni a Cagliari e in scena a Sa Manifattura da venerdì 21 a domenica 23 novembre, sono stati ospiti della puntata di “Un Caffè a Radio X” insieme a Giulia Muroni per raccontare questa nuova produzione realizzata in collaborazione con Sardegna Teatro: «Questo spettacolo è il tentativo di raccontare in scena cosa è la destra italiana, la destra che ha preso il potere da tre anni, nel 2022. È un tipo di destra diverso rispetto alla destra liberale, imprenditoriale berlusconiana». Uno sguardo politico, ma anche intimo: «Cerchiamo gli elementi della destra anche dentro di noi, perché una delle tesi dello spettacolo è che, se la destra è al potere, è perché noi non siamo sufficientemente di sinistra. Nella nostra ricerca teatrale le idee politiche ci attraversano sempre… ma in questo lavoro ci sforziamo di ricercare dentro di noi gli elementi reconditi che hanno un accordo ideologico con la destra al potere».
Da questo gioco scenico nasce una serie di improvvisazioni, scritture e materiali che producono uno spettacolo che “vorrebbe far ridere”, ma che in più momenti diventa doloroso: «La cosa che ho scoperto è che se mi dico: Nicola, scrivi una cosa di destra, io la scrivo. Finisco e penso: ma sai che però questa cosa in effetti… sono mezzo d’accordo. È molto preoccupante, ma è così».
Ma come nasce un immaginario di destra? Borghesi racconta il lavoro di osservazione e parodia: «Abbiamo guardato alla destra in questo suo momento di sbronza culturale, in cui cerca di occupare qualsiasi spazio della trincea culturale, anche della Rai». Nel loro spettacolo compaiono fiction immaginarie, che però somigliano a ciò che già vediamo: «Pane e onore, la storia di un commissario della polizia fascista che è fascista ma buono; Becoming Bibi, la vita del giovane Netanyahu; o Grazie Occidente, un omaggio a professoresse coraggiose che riportano l’ordine nella scuola pubblica martoriata dall’immigrazione e dalla trap, grazie al buonsenso, al rosario e alle armi da fuoco».
Lo sguardo di Sardegna Teatro. Giulia Muroni sottolinea la scelta curatoriale: «È una fiducia che confermiamo nei confronti di artisti giovani sì, ma già con una carriera e un timbro riconoscibile, oltretutto entrambi candidati ai premi Ubu. Portare lo spettacolo a Cagliari significa sostenere talenti presenti e nuove scritture, ma soprattutto provare a uscire da questa piccola perversione necrofila per cui solo i morti hanno autorità. Le nuove scritture che contano si fanno carico delle complessità del presente».
info / sardegnateatro.it
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