Regione, commissioni bloccate e gravi ritardi – Agus: «Superato il limite, il re è nudo ed è un pessimo spettacolo»

«Negli ultimi due mesi il Consiglio si è riunito solo una volta e le commissioni non si sono riunite perché ormai non c’è più il numero legale: quando sono presenti gli esponenti della Lega non sono presenti quelli dell’UDC e viceversa. Di fatto si parla apertamente di una legislatura terminata.»

Un Consiglio regionale paralizzato dai dissapori interni alla maggioranza, con un bilancio ancora da approvare e gravi ritardi su diversi fronti che rischiano di bloccare un’intera regione. La denuncia arriva da Francesco Agus, portavoce dei Progressisti in Consiglio regionale, intervenuto ai microfoni di Extralive mattina per fare il punto della situazione su diversi temi caldi che riguardano l’operato della Giunta guidata da Christian Solinas: «Per approvare il rendiconto, i bilanci degli enti partecipati devono essere vagliati dai revisori dei conti che… non ci sono. Non sono stati nominati perché la maggioranza da mesi è alle prese con una spartizione di incarichi, che però in alcuni casi hanno ritardato delle nomine obbligatorie per legge.» Agus si è poi soffermato sui ritardi nelle erogazioni dei fondi del bando Resisto: «A gran parte delle imprese che hanno inviato la domanda, una domanda anche costosa, non è ancora stato comunicato se avessero diritto al contributo. Ci sono imprese che stanno aspettando un contributo che non riceveranno mai, semplicemente perché sono molto in fondo in graduatoria: di fatto è stato fatto un click-day, ma chi ha inviato la domanda prima delle 9 avrà qualche possibilità, tutti gli altri no. Oltretutto, tanti di quelli che sono in graduatoria non hanno ancora ricevuto la totalità dello stanziamento, ma quando va bene il 60% del totale. Parliamo di ristori pensati per il 2020, che sarebbero dovuti servire a tamponare i danni del lockdown. Oggi siamo davanti al caro energia e caro carburanti, con imprese che stanno ancora aspettando fondi del 2020: i tempi della Regione non coincidono con quelli di vita delle persone. […] Siamo al punto di rottura. Bisogna solo capire quanto la società sarda sia capace di reggere a questo schifo. Il punto di rottura non sarà in Consiglio regionale, che ha ancora una maggioranza che fa finta di non vedere che il re sia nudo. In realtà il re è nudo ed è un pessimo spettacolo…»

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