«Alla fine degli anni ’80 Cagliari accoglieva tutti i grandi testimoni della danza della Nouvelle Danse francese. Allora era il Teatro di via Loru, che organizzava tutte queste ospitalità». Simonetta Pusceddu, direttrice artistica di Tersicorea, è l’ospite di Sergio Benoni a Un caffè a Radio X: con lei abbiamo ripercorso la storia di questa importante realtà cittadina che attraversa quasi quarant’anni di danza contemporanea in Sardegna. La sua vicenda comincia tra il 1987 e il 1988, in un periodo in cui Cagliari vive una particolare apertura verso i nuovi linguaggi della danza e ospita alcuni dei protagonisti della scena francese. Sono anni in cui una generazione di giovani danzatori sardi può partire per formarsi all’estero grazie anche alle borse di studio promosse dall’Assessorato al Lavoro: «Potevamo scegliere le sedi e io ho scelto Parigi, la Sorbonne di Parigi». Un’esperienza attraverso cui riesce a sviluppare una particolare attenzione alla dimensione organizzativa e gli strumenti per muoversi all’interno della complessa macchina amministrativa che sostiene le attività culturali: «Mi ha aiutato a collocarmi in maniera più sicura anche dentro quelle che sono tutti i meccanismi burocratici dell’amministrare, tra virgolette, un’associazione culturale. Non è così semplice, non può essere improvvisato». Una consapevolezza che diventa particolarmente importante quando, nei primi anni Duemila, arrivano anche i bandi europei: «Era il 2001 quando è passato il primo bando, che allora era difficilissimo, era Europa 2000, che era veramente inaccessibile. Era una cosa molto imbarazzante quando si è scoperto che anche molti dell’amministrazione non sapevano di che cosa stessimo parlando». Da allora il lavoro di Tersicorea si è intrecciato sempre più con quello delle residenze artistiche, fino al coinvolgimento nel coordinamento nazionale delle residenze e al confronto con le istituzioni sulla loro regolamentazione. Un percorso che, secondo il racconto della coreografa e organizzatrice, ha contribuito anche a portare la Sardegna dentro una dimensione più strutturata di interlocuzione tra Stato e Regioni.
La particolarità dell’isola, però, resta anche una delle sue principali risorse: «Qui abbiamo il vantaggio di poter lavorare all’aperto: io lavoro tra le rocce, lavoro nel mare, lavoro nei boschi, lavoro dappertutto in luoghi di grande rilevanza di memoria storica, anche archeologica, ma anche di archeologia proprio naturale, dove ci sono per esempio gli alberi secolari». Un modo di intendere la produzione artistica che trova una delle sue esperienze più significative a Carloforte, dove Tersicorea lavora da sette anni e che proprio in questi giorni ospita la seconda edizione di Rizomi, residenza artistica che si concluderà il 25 settembre e che quest’anno si sviluppa attorno alla realizzazione di un film, coinvolgendo diversi artisti provenienti da esperienze e paesi differenti: «Il 24 vedremo praticamente una costruzione promo e una proiezione di tutti i materiali raccolti, documentati, che poi verranno sviluppati in un film, diciamo, un film di maggiore durata».
A Cagliari, intanto, lo spazio T.Off continua a rappresentare uno dei punti di riferimento per il mondo della danza, ospitando attività di formazione, prove, produzioni, residenze e rassegne e accompagnando il percorso di diversi artisti. Tra le tante attività dal 6 al 9 ottobre è in programma Adeus, produzione di Lupa Maimone che, con ironia, racconta di cinque donne che non vedono l’ora di invecchiare, mettendo in discussione gli stereotipi legati all’età e al corpo femminile che cambia. A dicembre, invece, arriverà “Blu a cento passi dal mare“, produzione di Simonetta Pusceddu con la collaborazione registica e drammaturgica di Anthony Mathieu.
Uno sguardo al passato e verso il futuro
«Io credo che noi siamo l’ultima generazione, ahimè, che ha potuto usufruire anche di dispositivi amministrativi determinati da enti pubblici che ci hanno permesso di andare fuori, studiare e avere anche delle borse di studio. La generazione attuale non ha più borse di studio». Da qui nasce anche una parte importante del suo impegno attuale: creare occasioni perché i giovani artisti possano continuare a formarsi, produrre e soprattutto circolare: «Il mio lavoro è soprattutto quello, fare circuitare eccellenze che girano nel mondo. Una volontà che esplicitiamo nel festival Cortoindanza / Logos, rassegna internazionale di danza contemporanea giunta alla XIX edizione e pensata come uno spazio di connessione tra la scena sarda e quella internazionale.»
info / tersicorea.org
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