«Questa amministrazione ha una visione globale, a 360 gradi, del sistema dei mercati civici». Carlo Serra, assessore allo sviluppo economico del Comune di Cagliari con delega alla gestione e valorizzazione dei mercati comunali, è da un anno al lavoro su uno dei dossier più complessi della città. Con lui, nell’appuntamento del lunedì di “Un caffè a Radio X”, condotto da Sergio Benoni, abbiamo fatto il punto della situazione sui principali mercati cittadini: «Stiamo lavorando su tutte le strutture che, purtroppo, non da ieri ma da molto prima, si trovano in condizioni strutturali non ottimali. Non c’è soltanto San Benedetto che aveva bisogno di una ristrutturazione estremamente importante.».
Oltre al mercato centrale, infatti, sotto osservazione ci sono anche altre realtà storiche come Is Bingias, a Pirri, – dove si è già intervenuti, anche con il murale dell’artista sardo Giorgio Casu – e Via Quirra. Ma è il mercato di Sant’Elia che oggi fa discutere: «Quando siamo entrati c’erano sei operatori. I bandi per la concessione degli stalli sono andati deserti, e abbiamo constatato che quel mercato, semplicemente, non viene utilizzato dal quartiere». Non una condanna, ma una presa d’atto: «Abbiamo provato per un anno, ma ci siamo resi conto che non c’erano le condizioni per mantenere viva quella struttura. Il flusso dei clienti è bassissimo. Tre operatori si sono trasferiti a Is Bingias grazie a una delibera che ha previsto incentivi: oggi stanno lavorando bene e si trovano meglio. La nostra priorità è salvare le imprese, non le scatole vuote».
Al centro del dibattito resta inevitabilmente San Benedetto, il mercato più importante della città, attualmente trasferito nella struttura temporanea di piazza Nazzari: «La struttura temporanea ha delle fragilità. Va seguita con attenzione. Abbiamo appena fatto una schermatura per ridurre la luce diretta sui banchi. Interveniamo ogni volta che serve, anche se non è un mercato definitivo». Nonostante il caldo torrido e gli spazi ridotti, l’assessore sottolinea la professionalità degli operatori: «I concessionari stanno facendo il loro lavoro in qualsiasi condizione. Il rapporto di fiducia tra il cittadino e il suo operatore non è venuto meno. Qualcuno lamenta delle perdite, ma non c’è stata un’emorragia. La fidelizzazione è rimasta».
Per quanto riguarda i tempi della ristrutturazione, Serra conferma: «Il contratto prevede meno di due anni di lavori. Se tutto va bene e non ci sono imprevisti, dovremmo rispettarli. Il progetto è stato rivisto per semplificare alcuni passaggi e abbiamo accolto molte delle osservazioni degli operatori. Ufficialmente la scadenza è il 31 dicembre 2026, ma realisticamente penso che potremo concludere entro la metà del 2027, compreso il trasferimento».
Non mancano riflessioni sulla condizione degli stabili di altre realtà come quella di via Quirra: «A livello commerciale non va male, anzi, ma anche lì servono interventi. Abbiamo fatto da poco una riunione con il comitato e con il sindaco, molto attento al tema. Lavoreremo a step, intervenendo prima sull’accessibilità, come gli ascensori, e poi sulla ristrutturazione interna ed esterna. In questo caso potremo procedere per lotti, evitando la chiusura totale».
Infine, un dato importante: «Parliamo di circa 250-260 operatori attivi nei mercati cittadini, più i dipendenti: un totale di circa mille lavoratori, senza contare l’indotto. È un sistema che, nonostante tutto, sta reggendo allo scontro con la grande distribuzione. I cagliaritani sono ancora felici di fare la spesa nei mercati, se possono farla in modo dignitoso. E noi vogliamo fare in modo che questo continui ad essere possibile».
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