«“La Sardegna è un paradiso” è un leitmotiv, un ritornello molto diffuso. È uno stereotipo che viene dall’esterno, ma è anche una di quelle storie di unicità e specialità che noi persone sarde diciamo continuamente a noi stesse. E non sempre è un bene».
In questa puntata di Un caffè a Radio X, Ilene Steingut dialoga con Federica Marrocu, guida turistica e divulgatrice che ha scelto di costruire una contro-narrazione dell’isola, raccontando una Sardegna più sfaccettata rispetto a quella delle cartoline e mettendo in discussione i luoghi comuni più radicati. Cagliaritana, guida abilitata dal 2016, ci ha raccontato la sua storia: «Sono una persona molto curiosa e da sempre ho coltivato la passione per la scoperta dei luoghi, raccontarli agli altri. Ho studiato archeologia, e oggi mi piace dire che si impara a pensare archeologico. Significa vedere anche, per esempio, i posti o le relazioni tra le persone, Siamo tutti fatti un po’ a strati ed è una cosa che si può scoprire sia delle persone, sia dei luoghi. Il pensare archeologico mi è servito anche proprio per ragionare sui contesti, quindi imparare a leggerli senza mai fermarsi troppo alla superficie, ma pensando di andare sempre più giù, sempre più a fondo». Un approccio che oggi definisce il suo lavoro: «Penso a me come guida turistica come una facilitatrice nella relazione tra persone e posti».

Nel confronto con i visitatori parte sempre dall’ascolto. Fa domande, costruisce uno scambio, adatta il racconto. Anche nell’epoca in cui tutto sembra accessibile online, rivendica il senso della sua professione: «È come se ci fosse una serratura che ha la maniglia dentro… quindi te la può aprire solo una persona del posto. A un certo punto ho capito che raccontare solo le cose canoniche non mi bastava più. Sentivo il bisogno di approfondire questa nostra identità ibrida, la lingua.»
Da qui nasce anche la sua “narrativa contraria”, come la definisce sui social: «Tra gli stereotipi più duri a morire c’è quello dell’isola-paradiso. Un luogo comune che arriva dall’esterno ma che i sardi stessi ripetono. Eppure, le storie di specialità nascondono molte insidie, più degli stereotipi negativi». E c’è il concetto di autenticità: «Siamo sicuri che un paese della Barbagia sia più autentico? In base a cosa decidiamo queste categorie? Qualsiasi luogo in Sardegna è vero. Urbana, rurale, contemporanea: ogni dimensione è parte della stessa complessità.»
Nei suoi racconti ai turisti trovano spazio anche temi come economia locale, lavoro, spopolamento: «Bisogna trovare un punto di equilibrio», spiega. Senza negare la bellezza: «Siamo circondati da monumenti, elementi che ci possono dare modo di raccontare la città da veramente tanti punti di vista. Ma allargando lo sguardo, accennando anche a ciò che contraddice l’immagine di un’isola incontaminata.»
Il suo luogo del cuore in città? Piazza Aquilino Cannas, fuori da Porta Cristina, affacciata su Stampace e sul mare: «Cerco spesso di far partire i tour da questa piccola terrazza affacciata sulla città e sul mare. E parlo di Cagliari con questo sguardo aperto sul mondo e sul Mediterraneo».
info / @federica.marrocu / https://federicaguidaturistica.it/il-mio-blog/
ASCOLTA L’INTERVISTA
Scopri di più da RADIO X
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

