Turismo extra alberghiero, Un caffè a Radio X con Maurizio Battelli: “Numeri positivi, ma senza voli la destinazione va in letargo”

battelli extra

“Il vero problema del turismo in Sardegna? Quando finisce ottobre, finiscono i voli e la destinazione va in letargo. Solo l’extra alberghiero genera 600 milioni di euro in Sardegna, ma i privati da soli non possono risolvere il problema dei trasporti.”


Maurizio Battelli – professionista del turismo da oltre vent’anni e rappresentante del comparto extra-alberghiero con l’associazione EXTRA – è l’ospite di Ilene Steingut in questa puntata di Un caffè a Radio X per una finestra sullo stato del settore turistico in Sardegna, tra numeri, criticità e opportunità di crescita.

Sempre più turisti oggi cercano soluzioni flessibili come appartamenti o B&B. Nonostante le polemiche, i numeri parlano chiaro: l’extra alberghiero è oggi un motore economico fondamentale. Guardando alla stagione, l’andamento è stato altalenante: «Maggio e giugno sono stati interessanti, con un leggero aumento rispetto alla stagione precedente», ma «nessuno si aspettava una frenata a luglio». I dati raccolti dai portali come Airbnb e Booking – «dati inconfutabili» – mostrano un calo di circa il 5% nelle notti vendute, confermato anche ad agosto. La causa principale? «Il mercato italiano che frena… un problema legato al calo del reddito e alla situazione economica nazionale».

Si parla spesso anche dell’impatto del caldo e del cambio delle abitudini dei viaggiatori, ma per il mercato dell’isola c’è un fattore determinante: «Il vero problema sono i trasporti, uno degli elementi più importanti del settore». Il costo dei voli e la difficoltà nel trovare posti incidono in piena estate, ma il nodo cruciale è l’inverno: «Finisce ottobre, finiscono i voli, finisce la summer dei voli e inizia il letargo». Senza collegamenti, l’isola si spegne, e solo pochi voli legati al business restano attivi.

Cosa possono fare i privati? «Già fanno molto. Solo l’ex alberghiero genera un fatturato di 600 milioni di euro, e 120 milioni vengono spesi dagli operatori sui portali per far arrivare i turisti». Ma su trasporti e voli la frammentazione del settore pesa: «L’alberghiero organizza i charter. Nel mondo extra alberghiero questo fenomeno non esiste ancora. Creare massa critica e investire insieme sarebbe auspicabile, ma quando uno si lancia con i charter non è una roba facile, sono soldi veri».

Sul fronte dell’accoglienza, però, Battelli è ottimista: «L’extra alberghiero ha fatto bene all’ospitalità. Molti host sono ex turisti che hanno imparato cosa significa soddisfare esigenze e sorridere ai clienti. Se no ti becchi la recensione negativa… avere un 9 invece di 10 su Booking è tragico». Il livello del servizio in Sardegna è molto alto: «Le valutazioni su Airbnb e Booking sono molto oltre la media nazionale». E questo sta spingendo anche gli alberghi tradizionali a migliorare.

C’è però un aspetto spesso ignorato: la sanità. «Quando un turista sta male entriamo nel mondo della vacanza da incubo. La destinazione Sardegna dal punto di vista sanitario è molto carente e nei centri pubblici capita di trovare persone che non parlano altre lingue. Noi abbiamo creato un centro medico per turisti, siamo ormai alla quarta stagione. È stata un’ottima idea e un vantaggio anche per la destinazione».

In chiusura uno sguardo al futuro: «Il mio sogno nel cassetto è che la Sardegna riesca a portare a casa tutto il valore che veramente ha… ce lo raccontano quelli che vengono, ma noi non riusciamo a vederlo. Valorizzare pienamente questa ricchezza significherebbe far rimanere tante persone in Sardegna e farle lavorare in un settore trainante a livello mondiale».

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