Dal Festival Incipit una riflessione su ciò che dell’adolescenza resta dentro di noi, in un incontro che ha visto protagonisti Piergiorgio Pulixi e Daniele Serra, autori del volume “L’estate delle comete azzurre”.
«L’adolescenza è una di quelle cose di cui sai perfettamente quando inizia, ma non hai la minima idea di quando finisce. E probabilmente non finisce mai». È da qui che si può partire per entrare in L’estate delle comete azzurre, il libro firmato da Piergiorgio Pulixi e illustrato da Daniele Serra: non tanto un romanzo “per ragazzi”, quanto un racconto su quella zona fragile e irrisolta che l’adolescenza lascia dentro chiunque. Un’opera ibrida, tra thriller psicologico, dramma gotico, romanzo di formazione, che racconta un’estate di trasformazione, di segreti e di passaggi improvvisi dall’infanzia all’età adulta: «Ci sono tante cose nella costellazione adolescenziale di ognuno di noi che sono irrisolte. E quando leggi di adolescenti è come se tornassi indietro a ricucire quelle cose. Il libro, allora, non racconta solo un’estate di crescita, ma il modo in cui certe esperienze ci restano addosso anche da adulti, continuando a chiedere attenzione, senso, parole.»



Ne abbiamo parlato nell’ultimo appuntamento della seconda edizione del Festival Incipit in un incontro in cui i due autori hanno dialogato con Martina Benoni, in un percorso tra scrittura, illustrazione, musica e introspezione che ruota attorno al tema della scoperta della verità, che a volte arriva troppo presto: «Gli adolescenti vogliono bruciare le tappe, scoprire tutto subito, ma spesso non sono pronti a sostenere il peso di certe verità. La verità degli adulti è grigia, quella dei ragazzi è bianca o nera. Questo libro non vuole chiudere niente. Vuole restare in quella zona sospesa in cui le cose non sono ancora sistemate».
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